05/09/22

I vantaggi di installare un addolcitore d'acqua condominiale

 


Un addolcitore d'acqua condominiale può essere uno strumento importante per assicurare il confort della nostra casa e la salute dei nostri familiari. Anche l'ambiente può trarne benefici. Vediamo assieme come.

Il problema dell'acqua dura

L'acqua che scorre nelle nostre tubature e che, ogni giorno, scorre dai rubinetti per entrare nelle nostre case, risponde ai requisiti base imposti dalla legge.

Questo però non significa che la qualità dell'acqua sia ottimale. Spesso l'acqua che viene utilizzata negli impianti di abitazioni e attività commerciali, presenta forti concentrazioni di calcio e magnesio. Quando l'acqua evapora queste sostanze si trasformano in calcare.

La quantità di calcare è determinata dal grado di durezza dell'acqua; l'acqua dura, pur essendo considerata potabile fino ai 50° F (gradi francesi), può causare altri problemi.

Innanzitutto possiamo notare un certo grado di secchezza di pelle e capelli se trattati per lungo tempo con acqua dura. Gli effetti peggiori, però, si hanno su tubature e elettrodomestici.

Che danni provoca il calcare

Se utilizziamo acqua dura, possiamo vedere una patina bianca su bicchieri, posate e sulla nostra rubinetteria. Nel momento in cui l'acqua evapora, le incrostazioni di calcare aggrediscono anche le tubature, le serpentine, gli scaldabagni, le tubature e, in generale, di tutti gli elettrodomestici che prevedono l'impiego di acqua.

Il calcare può provocare malfunzionamenti e ridurre notevolmente la vita dei nostri impianti e dei macchinari. Diminuisce la portata dell'acqua e aumenta il consumo energetico, facendo levitare le bollette del nostro condominio.

A cosa serve un addolcitore d'acqua?

Per fortuna esistono strumenti adatti a risolvere questa situazione. L'installazione di un addolcitore d'acqua sia domestico che condominiale o commerciale, è la soluzione definitiva al problema.

Il sistema ha lo scopo di addolcire l'acqua, quindi di riportarla a valori di durezza idonei a evitare il formarsi delle dannose formazioni di calcare una volta evaporata. Una volta collegato l'addolcitore all'impianto idrico, si attiva un processo di scambio (automatico o manuale) tra ioni di calcio e magnesio con quelli di sodio e potassio.

Facciamo attenzione: spesso utilizziamo addolcitore e depuratore d'acqua come sinonimi ma si tratta di due apparecchi differenti. Gli addolcitori hanno la funzione di eliminare il calcare, i depuratori di filtrare dai rubinetti le sostanze pericolose che contaminano l'acqua.

Perché un addolcitore d'acqua condominiale?

Oltre ai sistemi domestici, è possibile implementare addolcitori condominiali o commerciali. Ovviamente questi ultimi sono in grado di gestire un volume d'acqua di dimensioni maggiori, adatto ad una intera palazzina oppure ad un'azienda. Si tratta di strumenti in grado di addolcire l'acqua alla fonte per tutte le famiglie presenti.

L'installazione di un addolcitore domestico costringe una singola famiglia a sobbarcarsi i costi di installazione e manutenzione, certamente ne riceve benefici, ma non vengono tutelati i condotti comuni.

Un amministratore di condominio potrà valutare, attraverso un piano spese, come l'installazione di un addolcitore comune possa ridurre le spese di manutenzione degli impianti. Questa è la soluzione più vantaggiosa, con la suddivisione delle spese tra tutti i condomini e coinvolgendoli nei benefici che ne derivano.

Gli accorgimenti per l'installazione

Per l'installazione di un addolcitore condominiale occorre rivolgersi ad aziende di esperti nella depurazione acqua, con tecnici qualificati e preparati per gestire impianti di grande portata. Fate eseguire un'analisi dell'acqua per capire il livello di durezza e individuare la migliore soluzione per la vostra abitazione tenendo anche conto degli spazi a disposizione.

Tecnici capaci potranno consigliarvi il miglior impianto e la posizione più adeguata, dopo il contatore o l'autoclave. Sarà così possibile ottenere un preventivo mirato sia per l'installazione che per un servizio di manutenzione periodica per assicurarne l'efficienza nel tempo.

Guida del serramentista: la manutenzione dei serramenti di casa

 


La manutenzione dei serramenti di casa è una ottima pratica che aiuta a estendere la durata di vita di porte e finestre di casa, oltre che garantirne il corretto funzionamento. Naturalmente ogni materiale ha la necessità di una cura differente ma esistono piccoli accorgimenti generali che tutti possiamo mettere in atto.

Andiamo a scegliere con cura i serramenti di casa, li scegliamo per il loro aspetto, li scegliamo per i materiali e la struttura, pensando alle nostre esigenze abitative. Ci assicuriamo che la messa in posa sia a regola d'arte... Ma, troppo spesso, tendiamo a dimenticarci dei nostri serramenti dopo che tutte queste fasi sono state superate con successo.

Porte e finestre, però, hanno bisogno di un certo livello di manutenzione per funzionare sempre in perfetta efficienza.  In questa guida, con l'aiuto di Franco, serramentista professionista, andremo a fornirvi dei consigli utili sulla manutenzione.

I problemi dei serramenti di casa

I serramenti e gli infissi sono composti da una serie di componenti soggetti a movimenti meccanici o dalle specifiche proprietà fisiche. Queste qualità sono essenziali per il corretto funzionamento di porte e finestre. Con l'usura e il tempo, i nostri infissi subiscono un naturale processo di invecchiamento. L'esposizione agli agenti atmosferici e alla polvere intacca i componenti compromettendo la loro funzionalità.

Inizieremo a sentire spifferi, le ante non si chiuderanno più completamente... tutta una serie di disguidi piccoli e grandi che andranno a ridurre il nostro comfort.

L'importanza della manutenzione dei serramenti

Effettuando un controllo periodico e la manutenzione sei serramenti di casa, rallenteremo i danni dell'usura. Un serramento pulito e controllato durerà più a lungo e ci permetterà di risparmiare su una eventuale sostituzione degli infissi di casa.

Porte e finestre trascurate possono anche perdere la loro efficacia isolante con un conseguente aumento delle nostre spese di riscaldamento e lo stress e la scomodità di sbalzi termici e rumori esterni sempre più molesti.

Come procedere alla manutenzione dei serramenti

Andiamo ora a spiegare come effettuare una manutenzione ordinaria degli infissi. Si tratta di interventi adatti a tutte le tipologie di serramento e ai tipi di materiale. In generale, possiamo intervenire come segue:

  • Pulizia;
  • Verifica di eventuali malfunzionamenti;
  • Protezione/nutrimento.

Pulizia del serramento

Questa pratica rappresenta il primo passaggio delle nostre attività ordinarie di manutenzione dei serramenti. La pulizia degli infissi è utile anche nel caso dei prodotti in PVC.

La pulizia serve ad eliminare lo smog, polvere o ogni altro residuo di sporco o traccia di animali e insetti che possa essersi accumulato nel corso del tempo. Questi residui si depositano sui nostri infissi esterni rovinando la vernice e corrodendo i componenti.

Per procedere è sufficiente armarci di un paio di guanti monouso, spugna e panno in microfibra, acqua tiepida e detergente neutro. Fate attenzione a evitare detergenti troppo aggressivi, alcol o ammoniaca oppure prodotti abrasivi che potrebbero danneggiare le superfici.

Procediamo a pulire sia il lato esterno che quello interno del serramento senza dimenticare il telaio e le guarnizioni. Possiamo anche pulire le asole di drenaggio con un pennello. È meglio metterci all'opera nei momenti in cui l'infisso non è esposto alla luce diretta del sole e quando il clima non è eccessivamente freddo.

La verifica dei malfunzionamenti

Già durante la fase di pulizia è possibile procedere con il controllo dei componenti per accertarsi non sia in atto un malfunzionamento.

Facciamo attenzione che la vernice sia ancora in buono stato, che le guarnizioni siano elastiche e prive di crepe, che i cardini e cerniere scorrano senza intoppi. Controlliamo che i punti di drenaggio non siano otturati. Se riscontriamo uno di questi problemi o un altro importante malfunzionamento durante il controllo può essere l'ora di una manutenzione straordinaria dell'infisso da affidare a un professionista nell'installazione dei serramenti.

La protezione e il nutrimento del serramento

Una volta che ci siamo assicurati dell'integrità della struttura dei nostri serramenti, possiamo passare alla terza fase della nostra manutenzione ordinaria. Quella della protezione è una operazione più specifica: dobbiamo innanzitutto dotarci di particolari prodotti rigeneranti e idrorepellenti adatti al tipo di materiale del nostro serramento.

L'utilizzo di questo prodotti serve a rendere l'infisso meno soggetto all'azione degli agenti atmosferici. Per la protezione della vernice è anche opportuno trattarla con olio rigenerante, questo prodotto si applica con un pano sulla superfice asciutta e pulita.

Sulle guarnizioni utilizzeremo prodotti appositi che ne mantengono l'elasticità.

Lubrificare le parti mobili del serramento è un altro modo di proteggerlo e garantirne il funzionamento. Lubrificare cerniere e parti mobili con uno spray a base di vaselina o con grasso al litio resistente all'acqua ne evita l'ossidazione. Evitate olii che contengano acido o resine.

Esistono poi interventi specifici a seconda del tipo di materiale scelto per i nostri serramenti di casa: ad esempio, gli infissi in legno richiederanno una cura maggiore, magari il rinfresco della verniciatura, gli infissi in PVC al contrario necessiteranno solo della pulizia e del controllo delle guarnizioni.

Ogni quanto effettuare la manutenzione

È bene effettuare la manutenzione ordinaria periodicamente per garantire l'efficienza dei serramenti. La pulizia può essere compiuta ogni due o sei mesi, a seconda della vicinanza a fonti di smog. Per gli altri interventi un intervento una volta all'anno può essere sufficiente a meno di condizioni particolari come la vicinanza al mare.

Cos'è la manutenzione programmata?

La manutenzione programmata degli infissi è un intervento di manutenzione straordinaria. Di questo tipo di interventi è bene che si occupi un professionista. Potete consultare una ditta specializzata nell'installazione dei serramenti che vi garantisca un intervento con garanzia.

Affidarsi ad un installatore serio per la vostra manutenzione programmata vi permetterà di essere sicuri che l'intervento manterrà intatte le caratteristiche e le performance delle tue porte e finestre.

Cos'è il formato immagine WebP e perché dovremmo utilizzarlo?

 


Il nuovo formato di immagine WebP rientra tra le innovazioni che possono aiutarci a migliorare il posizionamento del nostro sito web sia esso un blog personale o il nostro sito aziendale. Vediamo insieme cos'è nello specifico questa innovazione.

I formati delle immagini digitali

Il WebP è un formato relativamente recente. È probabile che non vi siate imbattuti in questo tipo di immagini molto frequentemente. Fino ad ora le maggiori estensioni per le immagini digitali utilizzate sul web sono:

  • JEPG: il formato fino a oggi più utilizzato per le immagini web, prevede una compressione del file con una conseguente perdita di risoluzione e di alcune informazioni interne ma una significativa riduzione del peso;
  • GIF: meno usato rispetto al passato, utilizza una compressione di tipo LZW, losses, senza perdita di dettagli; questo tipo di immagini, però, può utilizzare al massimo una palette di 256 colori, questo tipo di immagine gestisce trasparenze e semitrasparenze e le animazioni;
  • PNG: progettato come alternativa al GIF, utilizza la stessa compressione LZW; il PNG presenta una minore perdita della qualità dell'immagine e supporta le trasparenze, di contro le sue dimensioni sono maggiori rispetto a quelle degli altri formati.

Altri tipi di formati sono stati progettati per migliorare la vita agli sviluppatori e ai web designers, si tratta del WebP e SVG.

L'SVG è un formato vettoriale sviluppato dal World Wide Web Consortium (W3C) e andremo a illustrarlo in un prossimo articolo, il WebP, invece, è un formato bitmap, pensato specificatamente per il web.

Google sviluppa il formato WebP

Il WebP viene rilasciato il 30 settembre del 2010 ed è sviluppato dalla società On2 Technologies. Il modello da cui è tratto è il formato video VP8. Google acquista l'azienda lo stesso anno dell'uscita di questo nuovo prodotto.

Il colosso del web ha provveduto a svilupparne il codice, ampliandolo per renderlo adatto alla compressione senza perdita di dati, trasparenza (canale alfa) e animazioni. Lo scopo di Google è quello di spingere i webmaster e gli sviluppatori a migliorare ulteriormente l'ottimizzazione del proprio sito web partendo dalle immagini caricate.

Trattandosi di un formato sviluppato da Google, il WebP è nativamente compatibile per il browser Chrome. Con il tempo anche gli altri maggiori browser hanno iniziato a supportare questo formato con la sola esclusione di Internet Explorer che sta venendo sostituito da Edge e Safari che ne ha offerto un supporto soltanto parziale.

Quali sono i vantaggi delle immagini WebP?

Questo nuovo formato permette la compressione con o senza perdita di dati, sfruttando i punti di forza di entrambi i suoi predecessori, mantiene trasparenze e semitrasparenze, metadati, profili colore e permette di gestire animazioni.

Come detto, il WebP è un formato ideale per ridurre la dimensione delle immagini sul web. Secondo le informazioni ufficiali fornite di Google, a parità di qualità dell'immagine, foto e grafiche realizzate con questo formato, sono più leggere del 30% rispetto ai loro omologhi JPEG o PNG.

In questo modo i tempi di caricamento si accorciano rendendo più rapida la fruizione di siti e piattaforme online. Un vantaggio notevole in termini di user experience degli utenti.

Google sta spingendo per l'utilizzo di queste immagini nella creazione di siti web per rendere più rapida e fruibile la ricerca. Il motore di ricerca infatti premia in maniera "indiretta" i siti dalle performances migliori con un migliore posizionamento sul web. Siti più leggeri consumano anche meno banda, riducendo i rischi di un errore 509 per Bandwidth Limit Exceeded e si risparmia spazio occupato sull'hosting.

Gli svantaggi dell'uso del formato WebP

Anche se questo formato sembra ideale per il posizionamento del sito sui motori di ricerca, presenta ancora alcuni svantaggi:

  • Non ha ancora una compatibilità del 100% su tutti i browser esistenti;
  • Le immagini ridotte con perdita dei dati possono presentare una diminuzione di risoluzione considerevole;
  • Non tutti gli editor di immagini ancora supportano questo tipo di formato;
  • Non è ancora disponibile nativamente per i maggiori CMS come Joomla o Wordpress, ma può essere utilizzato con componenti di terze parti.

Covid e pratiche di gestione della sicurezza degli alimenti - HACCP

 


In periodo di Covid (Sars-CoV.) come gestire le pratiche HACCP e garantire l'igiene degli alimenti? Vediamo quali sono le indicazioni per la tutela dei consumatori.

Indicazioni sull’igiene degli alimenti (HACCP) durante l’epidemia da virus SARS-CoV.

Il virus SARS-CoV-2 si diffonde per contagio inter-umano e non vi sono evidenze di trasmissione alimentare, associata agli operatori del settore alimentare o agli imballaggi per alimenti. La sicurezza degli alimenti, nel quadro normativo europeo, è garantita tramite un approccio combinato di prevenzione e controllo che abbraccia le filiere agroalimentari “dal campo alla tavola”.

Nel corso dell’epidemia di COVID-19, tuttavia, la tutela dell’igiene degli alimenti richiede azioni aggiuntive mirate a circoscrivere nei limiti del possibile il rischio introdotto dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in ambienti destinati alla produzione e commercializzazione degli alimenti.

Di seguito forniamo indicazioni e raccomandazioni specifiche per garantire l’igiene degli alimenti e degli imballaggi alimentari nelle fasi di produzione, commercializzazione e consumo domestico.

Sicurezza degli alimenti: un approccio coerente dalla produzione al consumo

Secondo la normativa europea, la sicurezza degli alimenti è garantita tramite un approccio combinato di prevenzione e controllo che abbraccia le filiere agroalimentari “dal campo alla tavola”.

Tali azioni includono:

  • la corretta igiene nella produzione primaria e nella produzione, trasformazione, commercializzazione e somministrazione alimentare (buone pratiche agricole e buone pratiche igieniche);
  • un approccio basato sulla prevenzione – ovunque possibile – dei possibili pericoli, inclusi quelli microbiologici, e sul loro controllo in modo sistematico da parte dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA);
  • un sistema di controlli ufficiali integrati da parte delle Autorità competenti, pianificati in funzione del profilo di rischio delle diverse attività;
  • un sistema di tracciabilità dei prodotti e delle materie prime destinate ad entrare nei prodotti alimentari in grado di consentire la gestione di situazioni di potenziale pericolo; e) la corretta informazione del
  • consumatore attraverso idonea etichettatura del prodotto e il suo coinvolgimento come parte attiva nella garanzia della sicurezza alimentare.

L’insieme di tutte queste attività consente, in condizioni ordinarie, la corretta gestione degli alimenti e la garanzia della salubrità degli stessi e può essere appresa con un corso di formazione HACCP.

Come comportarsi con soggetti potenzialmente infetti

Fermo restando l’assenza di evidenze rispetto alla trasmissione alimentare del virus, la tutela dell’igiene degli alimenti richiede di circoscrivere, nei limiti del possibile, il rischio introdotto dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in ambienti destinati alla produzione e commercializzazione degli alimenti.

A tale riguardo è necessario considerare quanto segue:

Le buone pratiche igieniche costituiscono un elemento fondamentale per la prevenzione della dispersione del SARS CoV-2 negli ambienti di produzione, trasformazione e commercializzazione degli alimenti.

Nelle fasi di commercializzazione degli alimenti è necessario considerare le criticità poste:

  • dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in aree di esposizione/distribuzione degli alimenti;
  • dalla contemporanea presenza di molteplici soggetti, inclusi soggetti potenzialmente infetti, all’interno di luoghi chiusi.

È importante ricordare che i soggetti infetti possono trasmettere il virus ad altri individui durante il periodo presintomatico.

L'utilizzo di mascherine e dei sistemi di prevenzione

In questo contesto, l’uso delle mascherine può aiutare a ridurre la diffusione del virus minimizzando la diffusione da parte dei soggetti inconsapevolmente infetti.

Analogamente, l’uso delle mascherine può essere preso in considerazione all’interno degli ambienti destinati all’esposizione e alla commercializzazione degli alimenti poiché, minimizzano la diffusione del virus da parte di individui inconsapevolmente infetti verso gli alimenti e i loro imballaggi.

Inoltre, è importante effettuare una riorganizzazione dei processi (gestione delle pulizie/disinfezione, controllo degli accessi, distribuzione di prodotti per la sanificazione delle mani, ecc.) e se possibile degli spazi (definizione di percorsi obbligati, segnaletica orizzontale per il distanziamento, ecc.) così da consentire al consumatore di accedere, muoversi ed agire all’interno dei punti vendita nel rispetto delle norme per la gestione dell’epidemia di SARS-CoV-2 e dei principi di tutela dell’igiene degli alimenti.

Per questa procedura raccomandiamo sempre di rivolgersi ad enti accreditati per un corso HACCP certificato.

Ricordiamo inoltre che, nelle condizioni di straordinarietà determinate dell’epidemia di SARS-CoV-2, al consumatore viene richiesto di cooperare per la tutela dell’igiene degli alimenti in fase di commercializzazione mediante l’adesione alle indicazioni contenute nei vari DPCM emanati, in particolare:

  • lavarsi spesso e con attenzione le mani, preferibilmente con acqua calda per massimizzare l’efficacia del sapone;
  • utilizzare i gel igienizzanti e disinfettanti mani;
  • utilizzare mascherine protettive;
  • se vengono utilizzati i guanti, cambiarli frequentemente;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca;
  • pulire giornalmente ed organizzare una sanificazione periodica dei locali in tutti i suoi ambienti e attrezzature, lavare accuratamente i prodotti destinati ad essere consumati crudi.

20/04/22

Guida del serramentista: com'è fatta una finestra di casa?

 


La finestra è un elemento architettonico che permetta la visibilità, il passaggio di luce e calore e la ventilazione degli ambienti interni. È importante per il comfort della nostra abitazione, quindi, nel momento in cui si vanno a sostituire i vecchi serramenti è bene sapere cosa stiamo acquistando.

Un installatore di serramenti professionista vi fornirà una piccola guida su tutti gli elementi fondamentali che compongono le finestre di casa. Andiamo a scoprirli:

Il Telaio o Cornice

Il telaio è la parte più esterna della nostra finestra ed è la sua cornice, viene inserito nei varchi presenti nelle facciate. È formato da un Telaio Fisso che serve a sostenere la struttura della finestra e un Telaio Mobile che serve invece a sostenere le ante.

Il telaio mobile si congiunge al telaio fisso attraverso i cardini e contiene all'interno gli alloggiamenti per i sistemi di chiusura e gli alloggiamenti per la vetrata.

I due elementi sono realizzati nello stesso materiale, non solo per una funzione estetica ma anche per garantire l'isolamento termico e acustico. Il telaio viene quindi posato in opera ancorandolo a una struttura detta controtelaio.

Cos'è il Controtelaio

È conosciuto anche con i termini di falso telaio, opera morta, casa matta o, impropriamente, scrigno. Si tratta di un elemento tipico nei serramenti italiani ma è quasi del tutto sconosciuto all'estero. È la connessione tra la muratura e l'infisso, ed è costituito da una intelaiatura murata direttamente all’interno del vano finestra. Una volta installato l'infisso, questa opera non sarà più visibile. Il controtelaio svolge le seguenti funzioni:

  • Definisce la misura del serramento ed elimina le irregolarità della muratura;
  • Impedisce infiltrazioni di acqua e aria;
  • Evita le dispersioni di calore favorendo l’isolamento termico;
  • Migliora la precisione della posa in opera e della sua durevolezza.

Il controtelaio è composto da profili in legno o metallo (solitamente in acciaio o alluminio). Molto importante è sfruttare tutti i lati del vano per l'installazione. Come abbiamo detto, di solito il telaio viene fissato al controtelaio, ma, nel caso della sostituzione di serramenti, si procede al montaggio sopra quello preesistente.

Tra telaio e controtelaio viene lasciato uno spazio, chiamato gioco, necessario per assorbire le tolleranze di fabbricazione e per eseguire i piccoli aggiustamenti necessari per assicurare la verticalità del serramento (la cosiddetta messa a piombo).

Le Ante della Finestra

Le ante (definite anche battenti) sono gli elementi apribili del serramento. Hanno la duplice funzione di chiudere l’apertura ancora presente all’interno del telaio e di consentire il passaggio della luce solare e il ricambio controllato dell'aria all'interno della stanza.

Le ante sono collegate all'infisso tramite le cerniere che ne permettono il movimento e scaricano il peso di ante e vetro sulla struttura. Lungo il perimetro esterno delle ante della finestra sono presenti le guarnizioni che ne consentono la chiusura ermetica. L'elasticità e l'integrità delle guarnizioni permette al serramento di isolare i nostri ambienti con maggiore efficienza.

La tipologia di ante può variare in maniera significativa a seconda del tipo di apertura del serramento (a battente, a libro, a ribalta, ecc...).

Le Guarnizioni

Come anticipato, le guarnizioni sono un elemento fondamentale della nostra finestra. Troppe volte sottovalutate, hanno il compito di assicurare la chiusura ermetica del serramento. Lo rendono impermeabile all'acqua. impediscono l'ingrasso di spifferi, di rumori e la dispersione termica.

Le guarnizioni sono inserite tra la parte fissa e quella mobile dell'infisso. Attualmente vengono realizzate in PVC o in TPE (elastomeri termoplastici), la scelta di questi materiali garantisce alte prestazioni isolanti, durevolezza e sono riciclabili.

La Ferramenta

Con questo termine si intendono comunemente tutte quelle componenti metalliche che permettono il montaggio, il movimento e la manovra della finestra (come i punti di chiusura, le cerniere o le maniglie). La ferramenta solitamente è posizionata nella parte laterale delle ante.

In commercio sono disponibili differenti tipologie di ferramenta, occorre sempre assicurarsi di scegliere prodotti di marca e di qualità certificata che offrono pezzi di ricambio e robustezza. Si tratta di una parte essenziale dei nostri serramenti, per questa ragione è bene affidarsi al consiglio di esperti quando si procede all'acquisto.

La ferramenta è soggetta a continui miglioramenti che ne aumentano le prestazioni sia in termini di usabilità che di sicurezza. In particolare oggi si lavora molto per potenziare i sistemi antieffrazione.

I Vetri della Finestra

Anche i vetri giocano un ruolo importante nell'installazione dei serramenti di casa: sono l'elemento più sensibile del serramento, il primo ad accusare gli sbalzi di temperatura tra interno ed esterno. La loro principale funzione è di lasciare passare la luce naturale e permettere la visibilità dall'interno.

I vetri vengono collocati all'interno delle ante e sono bloccati tramite un profilo detto fermavetro. I vetri dei moderni serramenti svolgono un ruolo importante nell'isolamento termico e acustico. Oggi, per legge, vengono installati i modelli dotati di vetrocamera, realizzati con due lastre di vetro intervallate da una camera d’aria sigillata (solitamente di 12mm di spessore).

Anche di questi esistono differenti tipologie in commercio, doppi o tripli, vetri assorbenti, vetri selettivi, vetri basso emissivi, vetri riflettenti, vetri fonoassorbenti e vetri blindati, ognuno adatto a una particolare esigenza abitativa.

I Sistemi Oscuranti

Definiti anche schermi, questi elementi completano la funzionalità delle finestre. I sistemi oscuranti, come tapparelle o persiane, possono essere di differenti forme in base alla loro funzione o posizione. Svolgono la funzione di migliorare l'isolamento dei serramenti e proteggono la nostra finestra dagli agenti atmosferici.

I componenti di un serramento sono una miriade e ognuno di essi concorre a renderlo uno strumento essenziale per la sicurezza, il comfort e l’efficienza della nostra abitazione. Rivolgiamoci quindi a un installatore di serramenti professionista per ottimizzare il nostro investimento.

Se le Riunioni Periodiche della Sicurezza non servono a niente, che fare?

 


E’ importante che il RLS giunga preparato alla riunione annuale predisponendo una lista dei punti da discutere (sembra impossibile che non li abbia, ad esempio: chiarimenti, approfondimenti e aggiornamenti del documento di valutazione dei rischi; attuazione del programma degli interventi di prevenzione; programmi e corsi di informazione ed addestramento per i lavoratori; relazione sanitaria sullo stato di salute complessivo dei lavoratori fino alla segnalazione di specifici problemi di sicurezza rilevati in azienda).

RLS e sicurezza e salute sul lavoro

Anche se il datore di lavoro avesse già stabilito l’ordine del giorno, il RLS ha il diritto di sottoporre alla discussione tutti i problemi riguardanti la sicurezza e la salute; ovviamente è meglio se li presenta prima al datore di lavoro, in modo da poter programmare meglio la riunione; se la durata della riunione non è sufficiente, deve essere aggiornata.

Le riunioni servono a fare il punto annuale della situazione. Ad ogni riunione bisogna partire dal verbale della riunione precedente e bisogna verificare se sono stati rispettati i programmi; cioè verificare se è stato fatto quanto stabilito allora e quanto stabilito nel programma degli interventi di prevenzione contenuto nel documento di valutazione dei rischi.

Il RLS ha tutto il diritto di chiedere chiarimenti e spiegazioni su tutti gli aspetti della sicurezza; se la durata della riunione non è sufficiente, verranno fissati incontri appositi.

Chi partecipa alle Riunioni Periodiche sulla Sicurezza

Alla riunione devono sempre essere presenti il RSPP ed il medico competente (se previsto); il datore di lavoro può delegare una persona, ma deve essere chiaro chi è che rappresenta il datore di lavoro (e deve essere messo a verbale).

Mansioni del RLS in una riunione sulla sicurezza

Ecco in pratica come comportarsi:

1) Chiedere preventivamente la documentazione da analizzare nella riunione (10 giorni prima) insieme ai verbali del medico competente delle visite ai luoghi di lavoro ed il programma di interventi aggiornato.

2) Definire con il datore di lavoro preventivamente gli orari d’inizio della riunione periodica, mettendo in conto di avere tempo sufficiente.

3) Coinvolgere i lavoratori, informandoli, ad esempio mediante un comunicato, dei temi che verranno discussi e poi delle conclusioni.

4) Raccogliere informazioni e suggerimenti dai lavoratori.

5) Prima di iniziare la riunione, definire con i partecipanti che le osservazioni, i pareri, le proposte dell’RLS e degli altri partecipanti vengano introdotte nel verbale di riunione.

Esempio:

  1. a) Azione accettata, data azione, responsabile azione.
  2. b) Azione non accettata, motivazioni.
  3. c) Azione accettata in parte, data azione, responsabile azione, motivazioni.

6) Richiedere al medico competente la relazione sui dati anonimi collettivi vedi art.17 comma g (comunica, in occasione delle riunioni di cui all'art. 11, ai rappresentanti per la sicurezza, i risultati anonimi collettivi degli accertamenti clinici e strumentali effettuati e fornisce indicazioni sul significato di detti risultati).

7) Richiedere l’analisi statistica degli infortuni rapportando il numero degli infortuni al numero dei dipendenti e delle ore lavorate.

8) Richiedere la copia della documentazione relativa alla valutazione dei rischi completa ed aggiornata alla data della riunione.

9) Discutere e programmare gli interventi congiuntamente al datore di lavoro.

10) Richiedere delle riunioni di avanzamento mensili o trimestrali, al fine di avere una visione complessiva della valutazione dei rischi e dell’attuazione delle misure di prevenzione.

11) Rileggere attentamente in ogni sua parte il verbale.

12) Terminata la riunione siglare il verbale in ogni sua singola pagina

e farsi fare una copia subito.

13) Esporre in bacheca il verbale per un atto di trasparenza verso i lavoratori evidenziando le richieste dell’RLS (a fronte delle segnalazioni dei lavoratori) e le risposte che il datore di lavoro ha dato in merito.

Come prepararsi alle riunioni e alle mansioni di RLS

Ricordiamo sempre che, per prepararsi alle Riunioni Periodiche sulla Sicurezza come per ogni altra mansione collegata al ruolo, è necessario seguire corsi di formazione per RLS presso enti o società accreditate per la formazione lavoro.

Cos'è un file SVG e come lo usiamo nella grafica web?

 


 

Cos'è un file SVG? Con la diffusione di internet e l'uso del web per la promozione di attività e imprese professionali, anche le persone comuni si trovano alle prese con problemi di natura tecnica propri della piattaforma. Vediamo di rispondere insieme a questa domanda.

Il formato SVG

Il formato SVG nasce nel settembre del 2001. Si tratta di un formato standard aperto, sviluppato nell'ambito del W3C (World Wide Web Consortium). Il termine è un acronico che sta per Scalable Vector Graphics.

Con questa tecnologia possiamo visualizzare sul web degli elementi di grafica vettoriale. La grafica vettoriale è un sistema di composizione dell'immagine basato su formule matematiche che definiscono figure geometriche, punti, linee, curve e poligoni ai quali possiamo applicare colori e sfumature. Addirittura è possibile applicare delle animazioni alla grafica.

È un formato che si basa su un linguaggio XML, questo tipo di codice permette la ricerca, l'indicizzazione, la compressione e lo script dei file SVG.

Come utilizziamo la Scalable Vector Graphics

Di solito ci accontentiamo di soluzioni bitmap per le immagini che usiamo sul web, come PNG e JEPG, oppure GIF per le animazioni. Ma non è sempre la scelta ideale.

Andiamo ad approfondire le qualità di uno dei formati più utili.

La natura vettoriale di questo tipo di immagini permette di ridimensionare l'elemento grafico a piacimento senza perdere la qualità dei dettagli, senza sfocature. Questo perché, a differenza di una immagine bitmap, basata su pixel rigidi, qui abbiamo a che fare con geometria su base matematica. L'immagine può essere così riprodotta su differenti formati, come schermi desktop, cellulari, stampa, plotter, ecc... Senza perdere di definizione.

Il peso dell'immagine è un altro punto di forza. La compressione del codice SVG ci offre buoni risultati anche in termine di ottimizzazione SEO del sito, immagini leggere e agili, ideali per caricamenti rapidi delle nostre pagine web.

Google accetta e indicizza senza problemi questo tipo di formato, il codice XML integrato in quello HTML del nostro sito viene letto dal motore di ricerca e il contenuto indicizzato. Soltanto, come avviene per tutti i contenuti web, potrebbero volerci i consueti tempi tecnici degli spider di Google.

Le figure espresse con il codice contenuto nel file SVG possono essere anche dinamiche e interattive. Il modello supportato da questo tipo di codice consente la gestione delle animazioni degli oggetti grafici e addirittura eventi che rispondono a differenti tipi di sollecitazioni dell'utente.

Quando non utilizzare le immagini SVG

Come abbiamo detto, i file in SVG sono ideali per tutte quelle immagini che devono essere scalabili, ad esempio sfondi o loghi. Questo formato, però, non è in grado di restituire immagini complesse di qualità.

Quindi, quando ci troviamo di fronte a fotografie o progettazione grafica che l'utente deve essere in grado di fruire, evitiamo la grafica vettoriale. Meglio utilizzare un tipo di formato più tradizionale facendo sempre attenzione però a ottimizzare la sua usabilità per il web.

Creare o modificare un file SVG

Per visualizzare un file in formato SVG basta avere a disposizione un browser, oggi tutti hanno un supporto per il rendering di questo formato. Il discorso cambia radicalmente, invece, quando parliamo di creare o modificare una immagine di questo tipo.

Aprendo uno di questi files con un qualsiasi programma testuale, ci troveremmo di fronte al codice XML che compone l'immagine. Una serie di dati intellegibili che forniscono ai browser le istruzioni su come gestire la nostra immagine.

L'unico modo che abbiamo per creare o gestire una immagine SVG è attraverso specifici programmi di grafica vettoriale, molti dei quali a pagamento. Online potrete trovare, per grafiche più semplici, anche tool gratuiti per la conversione di immagini da bitmap a vettoriale.