12/12/22

Mancanza di pressione dell'acqua nel condominio, che fare?

 


Chi abita ai piani alti di un condominio o lavora in un palazzo alto può rendersi conto di come la pressione dell'acqua possa venire a mancare. Perchè succede questo? E soprattutto... come rimediare?

Poca pressione? Non un problema minore

La pressione dell'acqua che esce dai rubinetti di casa è il metro dello stato di salute del nostro impianto. Pressione e portata sono le tue misurazioni su cui si basa la costruzione degli acquedotti, dall'antichità fino ai giorni nostri e fino agli impianti delle nostre abitazioni.

La portata è la misura della quantità di acqua che scorre nella tubatura in un secondo, la pressione, invece, misura la forza con cui questa fluisce. La pressione, quindi, influenza anche la portata; se la pressione è troppo bassa il nostro getto d'acqua si trasformerà in rivolo scadente anche se il miscelatore è aperto al massimo.

Il problema di pressione dell'acqua può influenzare sia l'acqua fredda che quella calda, può ridurre il getto della nostra doccia e prosciugare i rubinetti del nostro bagno o della nostra cucina. Un problema non indifferente che può minare seriamente il confort della nostra casa.

Quanto deve essere la pressione dell'acqua nel condominio?

Solitamente il valore medio della pressione per l'acqua negli appartamenti e nelle case deve essere compreso tra 1,5 e 3 Bar. Si tratta del range corretto per garantire il giusto funzionamento di ogni rubinetto, e, di conseguenza, di tutti gli elettrodomestici collegati all'acqua corrente, come lavatrici, lavastoviglie e caldaie.

Un metodo per capirne l'effettivo valore è utilizzare un misuratore di pressione dei fluidi, come un manometro, per effettuare la registrazione dei vari rubinetti di casa.

Poca pressione dell'acqua: effettuiamo una analisi preliminare

Quando verifichiamo un calo nella pressione del flusso dell'acqua nella nostra abitazione le cause possono essere differenti. Prima di tutto ci potrebbe essere un problema con il servizio erogato dall'acquedotto, ad esempio una riduzione dovuta a un problema temporaneo. Se questo è il caso possiamo solo aspettare e rivolgerci al nostro fornitore.

Differente è la questione se il problema è legato al nostro impianto condominiale. In questo caso il motivo potrebbe essere una perdita nell'impianto o l'ostruzione dei tubi causata da calcare. Anche la parziale chiusura della valvola principale o un rubinetto bloccato possono provocare perdita di pressione.

Un problema di spinta

Ma, molto spesso, si tratta di un problema legato all'utilizzo dell'acqua da parte di più utenze contemporaneamente; in questo caso noteremo un calo durante la giornata ad orari specifici. Molto spesso il sistema non è adeguato a soddisfare il bisogno di nuclei abitativi sempre più esigenti.

Questo problema è riscontrabile più facilmente ai piani alti: fisiologicamente l'acqua deve essere spinta per servire gli impianti di un appartamento al settimo piano o una casa in collina, ma la spinta è insufficiente per erogarla nel migliore dei modi.

Possibili soluzioni al problema della pressione dell'acqua

Innanzitutto è bene analizzare le varie situazioni per trovare la soluzione migliore. Per questo, in presenza di problemi con il nostro impianto, è sempre bene consultare una azienda esperta nell'installazione e manutenzione di impianti idraulici.

Come prima cosa, controlliamo i nostri rubinetti: è importante che gli erogatori non siano ostruiti, si può andare a smontarli e effettuare la pulizia con acqua e aceto per vedere se il problema si risolve.

Controlliamo che la valvola principale dell'acqua sia correttamente aperta. Se riscontriamo continui consumi d'acqua anche chiudendo tutti i rubinetti è possibile che ci troviamo di fronte a una perdita, in questo caso possiamo rivolgerci al nostro idraulico di fiducia.

In casi più gravi può essere necessario effettuare una pulizia delle tubature e della caldaia per eliminare eventuali incrostazioni di calcare. Per risolvere è possibile installare un addolcitore d'acqua condominiale o per il proprio appartamento in grado di ridurre i sedimenti presenti nell'acqua che circola nelle nostre tubature.

Cosa è una pompa elettronica di sollevamento?

Se nessuna di queste soluzioni ha effetto e la pressione dell'acqua nel nostro appartamento all'ultimo piano è ancora vergognosa, allora potrebbe essere necessario potenziare la pompa di sollevamento.

Questa permette di spingere l'acqua verso l'alto in modo che raggiunga tutti gli appartamenti dell'edificio e che scorra dai rubinetti tutta con una pressione adeguata. Installare e manutenere una pompa elettronica per il sollevamento acqua garantisce un sistema sempre in perfetta efficienza.

Una pompa elettronica (o elettropompa) dotata di un inverter, è uno strumento di nuova generazione che si attiva automaticamente per fornire la giunta spinta all'acqua nel vostro condominio.

Le mansioni del dirigente in ambito salute e sicurezza sul lavoro

 


Quello di Dirigente è un ruolo di grande responsabilità, ma non tutti sanno che la normativa prevede che tra i suoi compiti ci sia anche quello di garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e la prevenzione dei rischi. Ma di quali funzioni si deve occupare esattamente?

Chi è il Dirigente d'azienda?

Il Dirigente è la figura aziendale incaricata dal datore di lavoro di organizzare l’attività lavorativa dei dipendenti controllandone lo svolgimento.

Perché possa svolgere questa sua attività al meglio deve essere adeguatamente formato in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro.

In ambito sicurezza, è l'art.2 del D.Lgs. 81/08 (comma 1, lettera d) a fornire la definizione di dirigente, ovvero quella “persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l'attività lavorativa e vigilando su di essa”.

Gli obblighi in ambito Sicurezza sul Lavoro

Gli obblighi del Dirigente, in materia di sicurezza sul lavoro, vengono definiti dall’art.18 del D.Lgs. 81/08. Sono, in realtà, gli stessi di quelli del datore di lavoro, che però possono essere estesi anche ai dirigenti, in base alle mansioni conferite loro.

Tenuto conto di ciò, il Dirigente può avere l’obbligo di:

  • nominare il medico competente per la sorveglianza sanitaria;
  • designare gli addetti antincendio e primo soccorso;
  • nell’affidare i compiti ai lavoratori, tenere conto delle capacità e delle condizioni degli stessi in rapporto alla loro salute e sicurezza;
  • fornire gli adeguati dispositivi di protezione individuale (DPI) ai lavoratori;
  • prendere le misure appropriate affinché solo i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni e addestramento possano accedere alle zone che li espongono a un rischio grave e specifico;
  • richiedere che i singoli lavoratori osservino le norme vigenti e le disposizioni aziendali che riguardano sicurezza e igiene del lavoro, uso dei mezzi di protezione collettivi e DPI;
  • richiedere al medico competente l'osservanza degli obblighi previsti a suo carico;
  • adottare le misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di emergenza e dare istruzioni affinché, in caso di pericolo grave, immediato e inevitabile, i lavoratori abbandonino il posto di lavoro o la
  • zona pericolosa;
  • informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
  • fornire adeguata informazione, formazione e addestramento, in base agli articoli 36 e 37;
  • salvo eccezione motivata da esigenze di tutela della salute e sicurezza, astenersi dal richiedere ai lavoratori di riprendere l’attività in una situazione di lavoro ove persista un pericolo grave e immediato;
  • verificare periodicamente la perdurante assenza di rischio, prendendo provvedimenti per evitare che le misure tecniche adottate possano causare rischi per la salute della popolazione o deteriorare l'ambiente esterno;
  • adottare le misure necessarie per la prevenzione incendi, l'evacuazione dei luoghi di lavoro, e per casi di pericolo grave e immediato, in base all'articolo 43. Queste misure devono essere adeguate alla natura dell'attività, alle dimensioni dell'azienda o dell'unità produttiva e al numero delle persone presenti;
  • convocare la riunione periodica nelle unità produttive con più di 15 lavoratori;
  • provvedere all'aggiornamento delle misure di prevenzione in relazione ai cambiamenti organizzativi e produttivi o all'eventuale evoluzione della tecnica di prevenzione e protezione;
  • vigilare affinché i lavoratori con obbligo di sorveglianza sanitaria non siano adibiti alla mansione lavorativa specifica senza l’idoneità.

Che formazione deve ricevere un Dirigente?

Il percorso formativo è dettagliato nell’accordo Stato del 21 dicembre 2011, in attuazione dell’articolo 37 del Decreto Legislativo 81/2008 in relazione ai compiti ed alle responsabilità in materia di sicurezza sul lavoro. In esso sono definiti la durata ed i contenuti del corso.

Il corso fornirà le conoscenze base su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro contenute nel D.Lgs. 81/2008, ed evidenzierà i compiti e le responsabilità del Dirigente nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Naturalmente la formazione dovrà essere erogata da un ente accreditato in grado di fornire corsi per la formazione dei Dirigenti certificati. Vedremo più nello specifico il programma del corso in un prossimo articolo.

Come far diventare gli infissi un elemento di arredo

 


Gli infissi possono diventare elementi di arredo? Le porte e le finestre sono tra gli elementi più importanti della nostra abitazione, sono anche i primi visibili dall'esterno, i più evidenti... Vediamo allora come sceglierli per migliorare lo stile di casa.

Per l'arredo i dettagli sono importanti

Gli infissi di casa hanno il compito di offrire protezione termica agli ambienti interni. Ma con il tempo, questi elementi, hanno iniziato a rivestire una funzione sempre maggiore importante tra gli elementi d'arredo e gli interior design hanno sempre iniziato di più a lavorarci come fosse un vero e proprio elemento decorativo.

Per ottenere al meglio questi risultati è opportuno fare attenzione ai dettagli: scegliendo il prodotto giusto, sia come struttura che per materiale, è possibile aumentare il fascino del nostro arredamento.

Ad esempio, la scelta di porte a scomparsa può rivelarsi sia una scelta pratica che estetica, creando continuità con le pareti dei nostri ambienti. Scegliere il giusto serramento significa trovare quello che si sposa nel modo migliore con la facciata, le pareti, i pavimenti e il resto dell'arredamento.

Quale materiale scegliere

Il primo punto da tenere in considerazione è il materiale in cui sono realizzate porte e finestre. Si tratta anche del primo punto di equilibrio tra qualità ed estetica: il materiale non solo determina le caratteristiche tecniche del serramento, ma anche le sensazioni che ci fornisce in relazione agli ambienti in cui è installato.

L'elenco dei materiali con cui può essere realizzato un infisso è cresciuto con l'affermarsi di nuove tecnologie e metodi produttivi, oggi si può scegliere tra:

  • il PVC, un materiale plastico che coniuga la duttilità dei materiali sintetici di nuova generazione alla durevolezza e al risparmio;
  • il legno, che offre il calore e quel senso di classicità che sono tipici di questo materiale;
  • l'alluminio che permette di creare infissi di grandi dimensioni che offrono l'eleganza del metallo;
  • l'utilizzo di materiali misti come legno/alluminio o alluminio/PVC permette di ottenere una soluzione doppia per coniugare al meglio design e resistenza del metallo nel profilo dei serramenti.

Il colore dei nostri infissi

Il materiale determina, molto spesso, anche il colore dei nostri infissi e questo incide notevolmente sulle sensazioni che riceviamo e su come possono arredare la nostra casa. A seconda del materiale e del modello prescelti possiamo avere a disposizione una grande varietà di colorazioni.

Ad esempio, se andiamo ad installare serramenti in PVC avremo a disposizione un materiale che si presta ad essere altamente personalizzato. Anche con gli infissi in alluminio possiamo ottenere una grande varietà di tonalità, mentre il legno ci permette di spaziare tra tutte le calde tonalità di questo materiale o si presta ad essere dipinto.

Il bianco dona eleganza e uno stile moderno ai nostri ambienti, le tonalità del legno offrono calore e uno stile classico, i colori intensi hanno carattere e interrompono la continuità cromatica delle pareti e dell'arredo; i toni scuri, per finire, creano contrasto con tonalità più morbide.

La tipologia di apertura

Come abbiamo anticipato prima, anche la tipologia di apertura scelta per i nostri infissi, incide sul risultato del nostro arredo. Anche qui la tecnologia gioca un grosso ruolo perchè ci permette di scegliere tra differenti soluzioni.

L'installazione di una porta scorrevole può fornire un senso di continuità tra gli ambienti e offrire luminosità alla nostra abitazione; ancora di più se scegliamo una porta scorrevole con profili a scomparsa: la luce che otterremo sarà ancora maggiore.

Con una finestra fissa possiamo ottenere pareti in vetro di grandi dimensioni ideali per dare all'ambiente un'aria illuminata, elegante e spaziosa. Porte e finestre ad anta e a anta ribalta sono la soluzione classica, ma anche questa può servire a dare un tono al nostro stile d'arredo.

Il design dei nostri infissi d'arredo

Il gusto estetico è una questione molto personale, comunque, dobbiamo ricordare che una volta scelti i nostri infissi, la tipologia e il materiale, le finiture sono una questione di gusto.

Per questo motivo non esiste una unica soluzione univoca per determinare lo stile migliore per le nostre porte e finestre, ma è possibile trovare differenti soluzioni con l'aiuto di un serramentista professionista. Esistono comunque tendenze d'arredo che ci possono ispirare nella scelta dei nostri infissi.

Lo stile industriale, ad esempio, dinamico, smart e dall'aria vintage. Uno stile "vissuto" composto da elementi in metallo nero, apparentemente “consumato”, ceramica e legno massello grezzo. Le finestre saranno grandi e di forma quadrata, ideali per lasciare passare una gran quantità di luce, con infissi in metallo o PVC. Oppure lo stile scandinavo: composto da forme essenziali e materiali naturali, presta attenzione alla funzionalità della mobilia; è dominato da tonalità chiare, come il bianco o il panna e gli infissi di porte e finestre sono in legno o PVC, in linea con l'ambiente e eco-sostenibili, garantendo l'isolamento termico.

Sicurezza e tecnologia dei nostri infissi d'arredo

L'importanza dei nostri serramenti viene, prima di tutto, dalla sicurezza che offrono alla nostra casa. Soprattutto negli ultimi tempi l'esigenza di serramenti sicuri è diventata un punto fondamentale. Non parliamo soltanto della inviolabilità della nostra abitazione ma anche di isolamento termico e acustico, caratteristiche essenziali per migliorare il comfort, la salubrità e il risparmio.

Vi è una fortissima richiesta di infissi di questo tipo e la tecnologia ci viene in soccorso con un'ampia gamma di prodotti per tutte le esigenze, ma, come abbiamo detto, a queste caratteristiche occorre unire il design, l'aspetto che rende l'infisso un elemento d'arredo in linea con il nostro gusto estetico.

05/09/22

I vantaggi di installare un addolcitore d'acqua condominiale

 


Un addolcitore d'acqua condominiale può essere uno strumento importante per assicurare il confort della nostra casa e la salute dei nostri familiari. Anche l'ambiente può trarne benefici. Vediamo assieme come.

Il problema dell'acqua dura

L'acqua che scorre nelle nostre tubature e che, ogni giorno, scorre dai rubinetti per entrare nelle nostre case, risponde ai requisiti base imposti dalla legge.

Questo però non significa che la qualità dell'acqua sia ottimale. Spesso l'acqua che viene utilizzata negli impianti di abitazioni e attività commerciali, presenta forti concentrazioni di calcio e magnesio. Quando l'acqua evapora queste sostanze si trasformano in calcare.

La quantità di calcare è determinata dal grado di durezza dell'acqua; l'acqua dura, pur essendo considerata potabile fino ai 50° F (gradi francesi), può causare altri problemi.

Innanzitutto possiamo notare un certo grado di secchezza di pelle e capelli se trattati per lungo tempo con acqua dura. Gli effetti peggiori, però, si hanno su tubature e elettrodomestici.

Che danni provoca il calcare

Se utilizziamo acqua dura, possiamo vedere una patina bianca su bicchieri, posate e sulla nostra rubinetteria. Nel momento in cui l'acqua evapora, le incrostazioni di calcare aggrediscono anche le tubature, le serpentine, gli scaldabagni, le tubature e, in generale, di tutti gli elettrodomestici che prevedono l'impiego di acqua.

Il calcare può provocare malfunzionamenti e ridurre notevolmente la vita dei nostri impianti e dei macchinari. Diminuisce la portata dell'acqua e aumenta il consumo energetico, facendo levitare le bollette del nostro condominio.

A cosa serve un addolcitore d'acqua?

Per fortuna esistono strumenti adatti a risolvere questa situazione. L'installazione di un addolcitore d'acqua sia domestico che condominiale o commerciale, è la soluzione definitiva al problema.

Il sistema ha lo scopo di addolcire l'acqua, quindi di riportarla a valori di durezza idonei a evitare il formarsi delle dannose formazioni di calcare una volta evaporata. Una volta collegato l'addolcitore all'impianto idrico, si attiva un processo di scambio (automatico o manuale) tra ioni di calcio e magnesio con quelli di sodio e potassio.

Facciamo attenzione: spesso utilizziamo addolcitore e depuratore d'acqua come sinonimi ma si tratta di due apparecchi differenti. Gli addolcitori hanno la funzione di eliminare il calcare, i depuratori di filtrare dai rubinetti le sostanze pericolose che contaminano l'acqua.

Perché un addolcitore d'acqua condominiale?

Oltre ai sistemi domestici, è possibile implementare addolcitori condominiali o commerciali. Ovviamente questi ultimi sono in grado di gestire un volume d'acqua di dimensioni maggiori, adatto ad una intera palazzina oppure ad un'azienda. Si tratta di strumenti in grado di addolcire l'acqua alla fonte per tutte le famiglie presenti.

L'installazione di un addolcitore domestico costringe una singola famiglia a sobbarcarsi i costi di installazione e manutenzione, certamente ne riceve benefici, ma non vengono tutelati i condotti comuni.

Un amministratore di condominio potrà valutare, attraverso un piano spese, come l'installazione di un addolcitore comune possa ridurre le spese di manutenzione degli impianti. Questa è la soluzione più vantaggiosa, con la suddivisione delle spese tra tutti i condomini e coinvolgendoli nei benefici che ne derivano.

Gli accorgimenti per l'installazione

Per l'installazione di un addolcitore condominiale occorre rivolgersi ad aziende di esperti nella depurazione acqua, con tecnici qualificati e preparati per gestire impianti di grande portata. Fate eseguire un'analisi dell'acqua per capire il livello di durezza e individuare la migliore soluzione per la vostra abitazione tenendo anche conto degli spazi a disposizione.

Tecnici capaci potranno consigliarvi il miglior impianto e la posizione più adeguata, dopo il contatore o l'autoclave. Sarà così possibile ottenere un preventivo mirato sia per l'installazione che per un servizio di manutenzione periodica per assicurarne l'efficienza nel tempo.

Guida del serramentista: la manutenzione dei serramenti di casa

 


La manutenzione dei serramenti di casa è una ottima pratica che aiuta a estendere la durata di vita di porte e finestre di casa, oltre che garantirne il corretto funzionamento. Naturalmente ogni materiale ha la necessità di una cura differente ma esistono piccoli accorgimenti generali che tutti possiamo mettere in atto.

Andiamo a scegliere con cura i serramenti di casa, li scegliamo per il loro aspetto, li scegliamo per i materiali e la struttura, pensando alle nostre esigenze abitative. Ci assicuriamo che la messa in posa sia a regola d'arte... Ma, troppo spesso, tendiamo a dimenticarci dei nostri serramenti dopo che tutte queste fasi sono state superate con successo.

Porte e finestre, però, hanno bisogno di un certo livello di manutenzione per funzionare sempre in perfetta efficienza.  In questa guida, con l'aiuto di Franco, serramentista professionista, andremo a fornirvi dei consigli utili sulla manutenzione.

I problemi dei serramenti di casa

I serramenti e gli infissi sono composti da una serie di componenti soggetti a movimenti meccanici o dalle specifiche proprietà fisiche. Queste qualità sono essenziali per il corretto funzionamento di porte e finestre. Con l'usura e il tempo, i nostri infissi subiscono un naturale processo di invecchiamento. L'esposizione agli agenti atmosferici e alla polvere intacca i componenti compromettendo la loro funzionalità.

Inizieremo a sentire spifferi, le ante non si chiuderanno più completamente... tutta una serie di disguidi piccoli e grandi che andranno a ridurre il nostro comfort.

L'importanza della manutenzione dei serramenti

Effettuando un controllo periodico e la manutenzione sei serramenti di casa, rallenteremo i danni dell'usura. Un serramento pulito e controllato durerà più a lungo e ci permetterà di risparmiare su una eventuale sostituzione degli infissi di casa.

Porte e finestre trascurate possono anche perdere la loro efficacia isolante con un conseguente aumento delle nostre spese di riscaldamento e lo stress e la scomodità di sbalzi termici e rumori esterni sempre più molesti.

Come procedere alla manutenzione dei serramenti

Andiamo ora a spiegare come effettuare una manutenzione ordinaria degli infissi. Si tratta di interventi adatti a tutte le tipologie di serramento e ai tipi di materiale. In generale, possiamo intervenire come segue:

  • Pulizia;
  • Verifica di eventuali malfunzionamenti;
  • Protezione/nutrimento.

Pulizia del serramento

Questa pratica rappresenta il primo passaggio delle nostre attività ordinarie di manutenzione dei serramenti. La pulizia degli infissi è utile anche nel caso dei prodotti in PVC.

La pulizia serve ad eliminare lo smog, polvere o ogni altro residuo di sporco o traccia di animali e insetti che possa essersi accumulato nel corso del tempo. Questi residui si depositano sui nostri infissi esterni rovinando la vernice e corrodendo i componenti.

Per procedere è sufficiente armarci di un paio di guanti monouso, spugna e panno in microfibra, acqua tiepida e detergente neutro. Fate attenzione a evitare detergenti troppo aggressivi, alcol o ammoniaca oppure prodotti abrasivi che potrebbero danneggiare le superfici.

Procediamo a pulire sia il lato esterno che quello interno del serramento senza dimenticare il telaio e le guarnizioni. Possiamo anche pulire le asole di drenaggio con un pennello. È meglio metterci all'opera nei momenti in cui l'infisso non è esposto alla luce diretta del sole e quando il clima non è eccessivamente freddo.

La verifica dei malfunzionamenti

Già durante la fase di pulizia è possibile procedere con il controllo dei componenti per accertarsi non sia in atto un malfunzionamento.

Facciamo attenzione che la vernice sia ancora in buono stato, che le guarnizioni siano elastiche e prive di crepe, che i cardini e cerniere scorrano senza intoppi. Controlliamo che i punti di drenaggio non siano otturati. Se riscontriamo uno di questi problemi o un altro importante malfunzionamento durante il controllo può essere l'ora di una manutenzione straordinaria dell'infisso da affidare a un professionista nell'installazione dei serramenti.

La protezione e il nutrimento del serramento

Una volta che ci siamo assicurati dell'integrità della struttura dei nostri serramenti, possiamo passare alla terza fase della nostra manutenzione ordinaria. Quella della protezione è una operazione più specifica: dobbiamo innanzitutto dotarci di particolari prodotti rigeneranti e idrorepellenti adatti al tipo di materiale del nostro serramento.

L'utilizzo di questo prodotti serve a rendere l'infisso meno soggetto all'azione degli agenti atmosferici. Per la protezione della vernice è anche opportuno trattarla con olio rigenerante, questo prodotto si applica con un pano sulla superfice asciutta e pulita.

Sulle guarnizioni utilizzeremo prodotti appositi che ne mantengono l'elasticità.

Lubrificare le parti mobili del serramento è un altro modo di proteggerlo e garantirne il funzionamento. Lubrificare cerniere e parti mobili con uno spray a base di vaselina o con grasso al litio resistente all'acqua ne evita l'ossidazione. Evitate olii che contengano acido o resine.

Esistono poi interventi specifici a seconda del tipo di materiale scelto per i nostri serramenti di casa: ad esempio, gli infissi in legno richiederanno una cura maggiore, magari il rinfresco della verniciatura, gli infissi in PVC al contrario necessiteranno solo della pulizia e del controllo delle guarnizioni.

Ogni quanto effettuare la manutenzione

È bene effettuare la manutenzione ordinaria periodicamente per garantire l'efficienza dei serramenti. La pulizia può essere compiuta ogni due o sei mesi, a seconda della vicinanza a fonti di smog. Per gli altri interventi un intervento una volta all'anno può essere sufficiente a meno di condizioni particolari come la vicinanza al mare.

Cos'è la manutenzione programmata?

La manutenzione programmata degli infissi è un intervento di manutenzione straordinaria. Di questo tipo di interventi è bene che si occupi un professionista. Potete consultare una ditta specializzata nell'installazione dei serramenti che vi garantisca un intervento con garanzia.

Affidarsi ad un installatore serio per la vostra manutenzione programmata vi permetterà di essere sicuri che l'intervento manterrà intatte le caratteristiche e le performance delle tue porte e finestre.

Cos'è il formato immagine WebP e perché dovremmo utilizzarlo?

 


Il nuovo formato di immagine WebP rientra tra le innovazioni che possono aiutarci a migliorare il posizionamento del nostro sito web sia esso un blog personale o il nostro sito aziendale. Vediamo insieme cos'è nello specifico questa innovazione.

I formati delle immagini digitali

Il WebP è un formato relativamente recente. È probabile che non vi siate imbattuti in questo tipo di immagini molto frequentemente. Fino ad ora le maggiori estensioni per le immagini digitali utilizzate sul web sono:

  • JEPG: il formato fino a oggi più utilizzato per le immagini web, prevede una compressione del file con una conseguente perdita di risoluzione e di alcune informazioni interne ma una significativa riduzione del peso;
  • GIF: meno usato rispetto al passato, utilizza una compressione di tipo LZW, losses, senza perdita di dettagli; questo tipo di immagini, però, può utilizzare al massimo una palette di 256 colori, questo tipo di immagine gestisce trasparenze e semitrasparenze e le animazioni;
  • PNG: progettato come alternativa al GIF, utilizza la stessa compressione LZW; il PNG presenta una minore perdita della qualità dell'immagine e supporta le trasparenze, di contro le sue dimensioni sono maggiori rispetto a quelle degli altri formati.

Altri tipi di formati sono stati progettati per migliorare la vita agli sviluppatori e ai web designers, si tratta del WebP e SVG.

L'SVG è un formato vettoriale sviluppato dal World Wide Web Consortium (W3C) e andremo a illustrarlo in un prossimo articolo, il WebP, invece, è un formato bitmap, pensato specificatamente per il web.

Google sviluppa il formato WebP

Il WebP viene rilasciato il 30 settembre del 2010 ed è sviluppato dalla società On2 Technologies. Il modello da cui è tratto è il formato video VP8. Google acquista l'azienda lo stesso anno dell'uscita di questo nuovo prodotto.

Il colosso del web ha provveduto a svilupparne il codice, ampliandolo per renderlo adatto alla compressione senza perdita di dati, trasparenza (canale alfa) e animazioni. Lo scopo di Google è quello di spingere i webmaster e gli sviluppatori a migliorare ulteriormente l'ottimizzazione del proprio sito web partendo dalle immagini caricate.

Trattandosi di un formato sviluppato da Google, il WebP è nativamente compatibile per il browser Chrome. Con il tempo anche gli altri maggiori browser hanno iniziato a supportare questo formato con la sola esclusione di Internet Explorer che sta venendo sostituito da Edge e Safari che ne ha offerto un supporto soltanto parziale.

Quali sono i vantaggi delle immagini WebP?

Questo nuovo formato permette la compressione con o senza perdita di dati, sfruttando i punti di forza di entrambi i suoi predecessori, mantiene trasparenze e semitrasparenze, metadati, profili colore e permette di gestire animazioni.

Come detto, il WebP è un formato ideale per ridurre la dimensione delle immagini sul web. Secondo le informazioni ufficiali fornite di Google, a parità di qualità dell'immagine, foto e grafiche realizzate con questo formato, sono più leggere del 30% rispetto ai loro omologhi JPEG o PNG.

In questo modo i tempi di caricamento si accorciano rendendo più rapida la fruizione di siti e piattaforme online. Un vantaggio notevole in termini di user experience degli utenti.

Google sta spingendo per l'utilizzo di queste immagini nella creazione di siti web per rendere più rapida e fruibile la ricerca. Il motore di ricerca infatti premia in maniera "indiretta" i siti dalle performances migliori con un migliore posizionamento sul web. Siti più leggeri consumano anche meno banda, riducendo i rischi di un errore 509 per Bandwidth Limit Exceeded e si risparmia spazio occupato sull'hosting.

Gli svantaggi dell'uso del formato WebP

Anche se questo formato sembra ideale per il posizionamento del sito sui motori di ricerca, presenta ancora alcuni svantaggi:

  • Non ha ancora una compatibilità del 100% su tutti i browser esistenti;
  • Le immagini ridotte con perdita dei dati possono presentare una diminuzione di risoluzione considerevole;
  • Non tutti gli editor di immagini ancora supportano questo tipo di formato;
  • Non è ancora disponibile nativamente per i maggiori CMS come Joomla o Wordpress, ma può essere utilizzato con componenti di terze parti.

Covid e pratiche di gestione della sicurezza degli alimenti - HACCP

 


In periodo di Covid (Sars-CoV.) come gestire le pratiche HACCP e garantire l'igiene degli alimenti? Vediamo quali sono le indicazioni per la tutela dei consumatori.

Indicazioni sull’igiene degli alimenti (HACCP) durante l’epidemia da virus SARS-CoV.

Il virus SARS-CoV-2 si diffonde per contagio inter-umano e non vi sono evidenze di trasmissione alimentare, associata agli operatori del settore alimentare o agli imballaggi per alimenti. La sicurezza degli alimenti, nel quadro normativo europeo, è garantita tramite un approccio combinato di prevenzione e controllo che abbraccia le filiere agroalimentari “dal campo alla tavola”.

Nel corso dell’epidemia di COVID-19, tuttavia, la tutela dell’igiene degli alimenti richiede azioni aggiuntive mirate a circoscrivere nei limiti del possibile il rischio introdotto dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in ambienti destinati alla produzione e commercializzazione degli alimenti.

Di seguito forniamo indicazioni e raccomandazioni specifiche per garantire l’igiene degli alimenti e degli imballaggi alimentari nelle fasi di produzione, commercializzazione e consumo domestico.

Sicurezza degli alimenti: un approccio coerente dalla produzione al consumo

Secondo la normativa europea, la sicurezza degli alimenti è garantita tramite un approccio combinato di prevenzione e controllo che abbraccia le filiere agroalimentari “dal campo alla tavola”.

Tali azioni includono:

  • la corretta igiene nella produzione primaria e nella produzione, trasformazione, commercializzazione e somministrazione alimentare (buone pratiche agricole e buone pratiche igieniche);
  • un approccio basato sulla prevenzione – ovunque possibile – dei possibili pericoli, inclusi quelli microbiologici, e sul loro controllo in modo sistematico da parte dell’Operatore del Settore Alimentare (OSA);
  • un sistema di controlli ufficiali integrati da parte delle Autorità competenti, pianificati in funzione del profilo di rischio delle diverse attività;
  • un sistema di tracciabilità dei prodotti e delle materie prime destinate ad entrare nei prodotti alimentari in grado di consentire la gestione di situazioni di potenziale pericolo; e) la corretta informazione del
  • consumatore attraverso idonea etichettatura del prodotto e il suo coinvolgimento come parte attiva nella garanzia della sicurezza alimentare.

L’insieme di tutte queste attività consente, in condizioni ordinarie, la corretta gestione degli alimenti e la garanzia della salubrità degli stessi e può essere appresa con un corso di formazione HACCP.

Come comportarsi con soggetti potenzialmente infetti

Fermo restando l’assenza di evidenze rispetto alla trasmissione alimentare del virus, la tutela dell’igiene degli alimenti richiede di circoscrivere, nei limiti del possibile, il rischio introdotto dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in ambienti destinati alla produzione e commercializzazione degli alimenti.

A tale riguardo è necessario considerare quanto segue:

Le buone pratiche igieniche costituiscono un elemento fondamentale per la prevenzione della dispersione del SARS CoV-2 negli ambienti di produzione, trasformazione e commercializzazione degli alimenti.

Nelle fasi di commercializzazione degli alimenti è necessario considerare le criticità poste:

  • dalla presenza di soggetti potenzialmente infetti in aree di esposizione/distribuzione degli alimenti;
  • dalla contemporanea presenza di molteplici soggetti, inclusi soggetti potenzialmente infetti, all’interno di luoghi chiusi.

È importante ricordare che i soggetti infetti possono trasmettere il virus ad altri individui durante il periodo presintomatico.

L'utilizzo di mascherine e dei sistemi di prevenzione

In questo contesto, l’uso delle mascherine può aiutare a ridurre la diffusione del virus minimizzando la diffusione da parte dei soggetti inconsapevolmente infetti.

Analogamente, l’uso delle mascherine può essere preso in considerazione all’interno degli ambienti destinati all’esposizione e alla commercializzazione degli alimenti poiché, minimizzano la diffusione del virus da parte di individui inconsapevolmente infetti verso gli alimenti e i loro imballaggi.

Inoltre, è importante effettuare una riorganizzazione dei processi (gestione delle pulizie/disinfezione, controllo degli accessi, distribuzione di prodotti per la sanificazione delle mani, ecc.) e se possibile degli spazi (definizione di percorsi obbligati, segnaletica orizzontale per il distanziamento, ecc.) così da consentire al consumatore di accedere, muoversi ed agire all’interno dei punti vendita nel rispetto delle norme per la gestione dell’epidemia di SARS-CoV-2 e dei principi di tutela dell’igiene degli alimenti.

Per questa procedura raccomandiamo sempre di rivolgersi ad enti accreditati per un corso HACCP certificato.

Ricordiamo inoltre che, nelle condizioni di straordinarietà determinate dell’epidemia di SARS-CoV-2, al consumatore viene richiesto di cooperare per la tutela dell’igiene degli alimenti in fase di commercializzazione mediante l’adesione alle indicazioni contenute nei vari DPCM emanati, in particolare:

  • lavarsi spesso e con attenzione le mani, preferibilmente con acqua calda per massimizzare l’efficacia del sapone;
  • utilizzare i gel igienizzanti e disinfettanti mani;
  • utilizzare mascherine protettive;
  • se vengono utilizzati i guanti, cambiarli frequentemente;
  • evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • evitare abbracci e strette di mano;
  • mantenere una distanza interpersonale di almeno un metro;
  • non toccarsi occhi, naso e bocca;
  • pulire giornalmente ed organizzare una sanificazione periodica dei locali in tutti i suoi ambienti e attrezzature, lavare accuratamente i prodotti destinati ad essere consumati crudi.